‘Cosa hai fatto nel lockdown?’- Cambiano le modalità dei colloqui di lavoro

La crisi sanitaria ha profondamente cambiato il mondo del lavoro e
chi è alla ricerca di un lavoro non dovrebbe farsi prendere alla sprovvista da una domanda del tipo “come ha vissuto i mesi di lockdown?” .

“A contare nelle risposte che si danno a queste domande non è quasi mai il contenuto in sé, quanto il modo in cui si risponde. Le risposte possibili sono tantissime, da chi spiega di aver imparato una nuova lingua, da chi ha coltivato un orto dietro casa fino a chi si è dato da fare per mantenere vivo il rapporto con i colleghi. L’importante è essere sinceri, mostrando il proprio personale modo messo in campo per reagire a questa situazione del tutto eccezionale”.
 L’attenzione alla formazione e alla crescita continua, soprattutto tra i più giovani, è altissima ed è quindi fondamentale essere pronti a rispondere a domande di questo tipo. Partecipare a un colloquio di lavoro in questo periodo, quindi, potrebbe essere sensibilmente diverso da quanto ci si potrebbe aspettare, da una parte e dall’altra del tavolo. Sperando che l’impressione che si fa su chi deve dire ‘sì’ sia positiva.