Tutti contro Dolce e Gabbana, ma gli Italiani sono pronti ai figli sintetici?

dolceÈ una polemica che ormai dura da settimane quella contro i due stilisti Dolce e Gabbana sui “figli sintetici”.
Dopo aver presentato l’ultima collezione con una sfilata sulla maternità, non potevano discostarsi di molto sul discorso della famiglia tradizionale alla quale credono, pur essendo gay.
In particolare Domenico Dolce, in una intervista si era detto contrario all’adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali.
Subito arriva la risposta di Elton John, dichiarandosi offeso per la definizione.
Il cantante britannico, infatti, ha due figli con il suo compagno, ha proposto di boicottare i vestiti firmati Dolce e Gabbana.
Una iniziativa subito adottata anche da altre celebrità, e che rischia di costare caro al marchio dei due stilisti.
eltonSicuramente una dichiarazione che fa rumore a livello internazionale quella a favore della famiglia tradizionale e contro i figli ottenuti grazie alla fecondazione assistita.
Quello che colpisce è che anche molti italiani si siano schierati contro gli stilisti, anche se la realtà nel Bel Paese è dalla parte di Stefano e Domenico, perché gli italiani non sono pronti a queste nuove famiglie, rispetto al resto d’Europa e del mondo dove queste pratiche di fecondazione sono già in uso.
Quello che mi preme sottolineare, è che non bisogna nascondersi dietro la solita scusa che siamo il paese che ospita la Santa sede e per questo è più difficile ottenere certi diritti. Gli italiani in realtà sono un popolo che predica bene e razzola male, perché siamo i primi a guardare male due omosessuali che si baciano per strada, figuriamoci vederli passeggiare con una carrozzina in pieno centro.
Lavoriamo prima su noi stessi sui nostri tabù, e poi puntiamo il dito contro Dolce e Gabbana che hanno espresso il pensiero della maggior parte degli italiani, ma fa’ rumore perché loro, credo in maniera errata vengono considerati icona gay della moda.
Ma difficile pensarlo, visto che negli ultimi anni le loro sfilate, i loro spot pubblicitari hanno sprizzato tradizione da tutti i pori raccontandoci la femminilità e la virilità attraverso la Sicilia, la regione più arcaica in questo senso.
E poi chi predica la libertà di vivere la famiglia in ogni sua forma dovrebbe essere il primo ad accettare le idee di tutti, perché se è vero che non dovrebbe esistere differenza tra il normale e l’anormale, bisogna rispettare chi crede nelle tradizioni.