Tris di italiani a Cannes

1429184028-cannesIl Made in Italy colpisce ancora, e questa volta lo fa’ con il cinema volando a Cannes, con tre film d’autore, e che autori: Garrone,Sorrentino e Moretti.
Il miglior cinema italiano in gara sulla Croisette, i tre imperatori del cinema italiano, subito dopo la notizia della loro candidatura, diffondono una loro foto insieme, destinata a fare storia e dichiarano in un comunicato congiunto : «Siamo felici e orgogliosi di rappresentare l’Italia in concorso al prossimo Festival di Cannes. Siamo consapevoli che è una grande occasione per noi e per tutto il cinema italiano. I nostri film, ognuno a suo modo, cercano di avere uno sguardo personale sulla realtà e sul cinema; ci auguriamo che la nostra presenza a Cannes possa essere uno stimolo per tanti altri registi italiani che cercano strade meno ovvie e convenzionali»
Nanni Moretti, 61 anni al Festival porterà «Mia madre», cronaca dolente e coraggiosamente autobiografica di un evento cruciale nella vita di ognuno. Al centro della pellicola, già in pole position per possibili riconoscimenti, la protagonista Margherita Buy, alter-ego morettiano.
Matteo Garrone porta a Cannes «Tale of tales» («Il racconto dei racconti»), tratto dalle novelle di Basile e interpretato da Salma Hayek e Vincent Cassel. Un’immersione sorprendente in un universo di fiabe arcaiche che particolarmente si prestano al gusto pittorico dell’autore.
Paolo Sorrentino, a poco più di un anno dall’Oscar per «La grande bellezza», ritorna sulla Croisette con «La giovinezza» che, come ha detto il direttore del Festival Thierry Fremaux presentando il cartellone della rassegna, parla invece della vecchiaia.
Protagonisti: Michael Caine e Harvey Keitel, rispettivamente nei ruoli di un direttore d’orchestra in pensione e di un regista sul set di quello che, molto probabilmente, sarà il suo ultimo film.
Tre film imperdibili, e mentre l’Italia esulta per la partecipazione di tre fil al festival più snob del cinema, a Parigi, infatti c’è chi storce il naso per la scelta del direttore Fremaux di accogliere nel suo concorso film italiani girati in lingua inglese, come quelli di Sorrentino e Garrone: «L’inglese – ribatte fermo Fremaux -,che ci piaccia o no, è ormai l’esperanto mondiale».