Tradimento: confesso o non confesso?

tradimentoMa un tradimento va confessato? E’ possibile essere perdonati?Quando è giusto dirlo? Oppure è meglio tacere e lasciare il mondo così com’è?!
Dubbi che si pongono tutti coloro che si trovano a commettere il più grave e purtroppo comune dei mali di una coppia:il tradimento!
Naturalmente se ci si pone il dubbio, bisogna chiedersi perché si sente il bisogno di confessare il tradimento? O si vuole chiudere la relazione con il partner storico e intraprenderne una nuova, oppure si vuole ricominciare con il partner di sempre ma senza ipocrisie e bugie. In quest’ultimo caso bisogna fare i conti con la persona che ci si trova di fronte, non tutti sono portati al perdono e non tutti sono in grado di superare un tradimento.
La tendenza generale è “negare, negare sempre”, ma ci sono anche altri punti di vista, che possono portare ad esisti inaspettati.
Sarà che a volte un’avventura non è necessariamente sinonimo di una crisi di coppia, sarà che vige il detto “occhio non vede, cuore non duole”, e che alla cruda verità preferiamo spesso e volentieri confortevoli illusionismi, fatto sta che la maggior parte preferirebbe occultare il tradimento. Se capita, vige la regola: negare, negare sempre. Salvo quando si viene beccati in flagrante.
La questione del negare o confessare, potrebbe sembrare un semplice bianco o nero, ma non lo è. Innanzitutto perché ci sono tradimenti e tradimenti: avere una storia d’amore parallela o un’unica avventura di una notte, non sono esattamente la stessa cosa. Inoltre, omettere l’adulterio potrebbe essere sì un’odiosa bugia, ma anche un indicatore di maturità: capito che è stato uno scivolone creato da problemi personali – e non di coppia – come un calo di autostima e un bisogno di conferme, restare in silenzio potrebbe essere un modo per preservare il partner da un dispiacere inutile, imparando una lezione dai propri errori, da gestire in solitudine, prendendosene tutta la responsabilità. Al contrario confessare, non sempre indica un’autentica sincerità e onestà d’animo: qualche volta significa scaricarsi la coscienza e delegare al partner la fatidica decisione: perdonare o chiudere?
In conclusione: i sentimenti non andrebbero giudicati, e non esiste un codice etico di comportamento adatto a tutte le situazioni, che indicherà senza margine d’errore come agire. L’unica regola, è quella di essere sinceri almeno con sé stessi, e chiedersi “perché ho tradito?”.