Torna vile maschio dove sei

Breve cronistoria di una perdita di identità.
Torna vile maschio dove sei. Quanto tempo è passato da quando sei andato via, quanti anni sono trascorsi da quando Rino Gaetano ti incitava a rimanere, a restare vile maschio che non sei altro, che tanto dovunque vada non puoi trovare di meglio e invece;  e invece hai preferito prima vestire di spalline le tue giacche e poi depilarti il petto e le cosce e allora, ti ripeto, torna vile maschio dove sei. E’ stata un’involuzione troppo breve, una caduta fisica, morale e materiale che ti ha visto sparire sotto i nostri occhi sbalorditi. E’ stata una trasformazione semantica; dalla comunanza del termine vir (uomo/maschio) a quella di vis (forza bruta), con cui venivi associato, come simbolo in terra di imponenza, potenza e sicurezza, ora ti osserviamo inequivocabilmente spossessato delle qualità di maschio a favore di quegli aggeggi acquisiti di cui ti circondi, che segnano il passaggio definitivo della radice comune al genitivo roboris e, appunto robot, console, computer e telefonini con cui fin da giovane cerchi di surrogare le tue inadempienze di maschio, a favore di inventati eroi in 3D che ti sostituiscano.
Per cui, ancora una volta, torna vile maschio dove sei e scaccia via quegli esseri amorfi, abbronzati di lampada UVA, con le ciglia depilate di fresco che invocano una donna mamma e si scordano della compagnia da accudire e soddisfare.
Dunque, di nuovo, torna vile uomo dove sei, forse perso nei pantaloni a zampa di elefante troppo stretti al cavallo, come testimoniano le buffe smorfie di dolore mascherate dagli scuri baffi, forse intimidito dalla donna soggetto che ti ha emarginato tra lavoro paritario e inseminazione artificiale. Non ti sarai mica impressionato per le suffragette che chiedevano la libertà sessuale perché, sappi, che dalla libertà alla tua assenza perpetua corre una bella differenza.
Torna vile maschio dove sei, o forse rimani pure lì, in un angolo a struggerti, che, in definitiva, l’uomo oggetto ed effeminato è il miglior antistress per le difficoltà giornaliere, senza spigoli, né particolari ambizioni, candido e amorfo  come la bambagia o come una pallina elastica di gomma.
E poi, se dovesse davvero giungere la fine del mondo, perché andarsene con il rimpianto di non aver vissuto la rimanente parte dell’esistenza con uno che risponda al grido di uomo.

 

 

R.