Storie di…”arcate” quotidiane

sopraccccigliaDalle situazioni più comuni, si generano a volte esperienze interessanti.
Come quando in un panificio, persi tra una rosetta e una baguette, ci si aspetterebbe di tutto, men che ascoltare un discorso sulle sopracciglia ad “ali di gabbiano”.
Ebbene, di fronte agli esterrefatti astanti, una donna di mezza età, tutta di punto griffata, nel mentre attendeva il resto, chiese con piglio deciso dove la commessa che le stava di fronte avesse fatto tatuare le sopracciglia. Stupita dal ricorso al fai da te della stessa, la donna in uscita commentò che la più grave mancanza che si riscontrasse in città fosse la penuria di buone estetiste tutte incapaci, a suo dire, di tatuare le sopracciglia ad ali di gabbiano.
Così, la fantasia mi volò via come i gabbiani, appunto, a cercare il perché di tale lagnanza. Senza saperlo, da twitter ai blog di bellezza, da facebook ai siti e-bay di ditte che commercializzano prodotti estetici, si nasconde un mondo di punti H, sfumature di ombretto e curve più o meno pronunciate al di sopra del contorno occhi. Tra schiere di detrattori delle sopracciglia ad ali di gabbiano, a teenager bi-sex entusiasti, si è aperto dinanzi ai miei occhi, ancora fasciati da cespugliose sopracciglia diritte, una curiosa bagarre.
Per cui, riepilogando brevemente le posizioni, alcuni ritengono superati gli status-symbol dalle facce allungate e longilinee alla Catherine Hepburn di Colazione da Tiffany o alla Gwyneth Paltrow di Sliding doors a favore di facce più rotonde e più pilifere alla Guendalina Tavassi del Grande Fratello. Altri rivedono con nostalgia ed interesse le figure emaciate delle donne d’altri tempi, associando la finezza del volto alla gentilezza dei modi. Poco male, non volendo dibattere oltre sul gusto e affidandomi all’insostenibile leggerezza dell’essere che ci impone di scegliere ciò che si vuole, si può tranquillamente concludere che le sopracciglia ad ali di gabbiano sono come le vecchie minigonne; da status-symbol di femminilità e provocatoria bellezza sono divenute un accessorio fondamentale, spogliandosi di quell’affannosa ricercatezza della moda per tramutarsi nella rilassata consapevolezza di una piacevole scelta.
Chiunque pensi poi che un simile discorso valga solo il tempo di uno shampoo dal parrucchiere, ricordi che i greci chiamavano la ricerca dell’interiorità e del divino con lo stesso nome con cui oggi si chiama la ricerca della bellezza, ovvero estetica e dunque, semmai sia vero che le sopracciglia ad ali di gabbiano non tracceranno la strada per raggiungere l’estasi dei sensi, resta il fatto che aiuteranno molte donne a rallegrare una buia giornata.

 

R.