Sole e mare: come proteggere i bambini dalle prime esposizioni

bimbomareIl sole fa bene ai nostri bimbi, ma l’esposizione deve avvenire in modo graduale.
Infatti l’antica intuizione che l’azione dei raggi del sole fosse benefica soprattutto per i bambini è stata ampiamente confermata. La pelle, stimolata dal sole, sintetizza la vitamina D, poco presente negli alimenti e preziosa per la crescita armonica delle ossa e per la loro salute. Gli alimenti che contengono piccole quantità di vitamina D sono il latte, le uova, l’olio di fegato di merluzzo.
Il sole favorisce anche l’equilibrio dei neurotrasmettitori implicati nei meccanismi che regolano il sonno e il tono dell’umore.
I rischi sono legati all’eventualità che il bambino si ustioni come può accadere quando viene messo al sole per tanto tempo e senza protezione. Va sottolineato che il semplice arrossamento della pelle è già espressione di un’ustione di primo grado. La comparsa di vescicole colme di siero chiaro caratterizza invece l’ustione di secondo grado. Le ripetute scottature durante l’infanzia, oltre a rappresentare un doloroso inconveniente nell’immediato, favoriscono la comparsa in età adulta dei più comuni tumori delle pella: melanoma, spinalioma, basalioma.
Il bambino non deve stare al sole nelle ore centrali della giornata, cioè tra le 11 del mattino e le 17, oppure deve starci pochissimo e ben protetto. Vale anche se la giornata è nuvolosa, in quanto le nubi non bastano a privare i raggi del loro potere ustionante.
Innanzi tutto si deve parlare di gradualità: si dovrebbe cominciare con 5- 10 minuti per poi aumentare di 5-10 minuti ogni giorno.
I fototipi 1 e 2 (cioè non ha i capelli rossi, le lentiggini e la pelle lattea, oppure i capelli biondi e la pelle bianchissima) non possono, infatti, mai ottenere un’ abbronzatura davvero protettiva, quindi non vanno mai esposti direttamente al sole, ma devono indossare la maglietta ed essere protetti da una crema solare anche durante il bagno in mare. Va ricordato che gli effetti benefici del sole si ottengono anche all’ombra: quello che conta, infatti, è la possibilità di stare all’aperto, perché la luce riflessa basta a sollecitare la produzione di vitamina D e anche ad abbronzare.
E’ meglio scegliere le creme solari che agiscono respingendo i raggi dannosi anziché assorbendoli, cioè che contengono ossidi di minerali e filtri organici e non filtri chimici. Queste creme si chiamano “riflettenti solari”.
Fino a quando la pelle non si è scurita è consigliabile l’alta protezione (fattore da 25 a 50), dopodiché si può passare a una media (da 15 a 20).
Prima dell’anno di vita, sia al mare sia in montagna, il bambino non va esposto alla luce diretta del sole, se non poco dopo l’alba o all’imbrunire. Quando inizia a camminare si può cominciare a farlo stare al sole, con tutti gli accorgimenti del caso.