Separazioni in Comune senza avvocato a soli 16 euro

separazioni senza avvocatoSe la musica unisce e non separa, in tema di separazioni e divorzi c’è chi allo stesso tempo coniuga e poi divide. La legge di riforma della giustizia ha portato ad un rivoluzione epocale in materia di famiglia. Il Sindaco unisce ma allo stesso tempo separa. Senza avvocati, a costo “zero”, direttamente dal Sindaco o dall’ufficiale di stato civile dell’ufficio anagrafe sarà possibile porre fine al matrimonio in maniera ancora piu’ facile e veloce.
Se la coppia vuole separarsi in fretta perché ha trovato un accordo (cosiddette “consensuali”), si può fare anche da soli, senza l’intervento di un avvocato.
In pratica, a “zero spese”, le parti potranno lasciarsi definitivamente andando in Comune e ufficializzando il tutto davanti all’addetto all’anagrafe (o, in mancanza, davanti al sindaco). Quest’ultimo provvederà a formalizzare la separazione o il divorzio secondo queste cadenze: prima chiederà ai coniugi se davvero vogliono separarsi. Concederà poi loro un termine di 30 giorni per meditare sulla loro scelta. Se, dopo tale mese, non ci saranno stati ripensamenti, procederà a tagliare i fili del matrimonio. La novità è concettuale: quelli che vanno d’accordo, per la separazione prima e per il divorzio poi, possono farlo velocemente. L’accordo tra i coniugi è, infatti, fondamentale perché altrimenti l’unica via per separarsi rimane quella giudiziale, cioè una vera e propria causa tra coniugi, ciascuno assistito da un avvocato, in cui è il giudice a decidere sugli aspetti su cui la coppia non trova accordo.
La procedura di separazione attraverso presentazione dell’accordo in Comune è sicuramente più snella e veloce ma si può fare solo in pochi casi. Se la coppia non ha figli minorenni o maggiorenni disabili o economicamente non autosufficienti; se tra i coniugi non sussistono questioni patrimoniali (es. determinazione dell’assegno di mantenimento, assegnazione di casa coniugale, etc.).
L’articolo di riferimento sul divorzio breve è l’art.2 del DL 12/9/2014, n. 132 convertito in Legge 10/11/2014, n. 162. Si stabilisce di fatto che per separarsi legalmente è sufficiente presentare un ricorso congiunto (approvato da entrambi i coniugi), anche in assenza di legale separazione e la durata del procedimento per ottenere il divorzio passa dai famosi 3 anni a soli 6 mesi – nel caso in cui si voglia procedere via separazione consensuale – oppure 12 mesi in caso di divorzio per via giudiziale (ossia non consensuale). Per richiedere il divorzio breve ci devono essere tre anni ininterrotti di separazione precedenti.A livello operativo, per formulare il divorzio breve si potrà ricorrere a uno degli avvocati dei coniugi, oppure direttamente all’ufficiale di Stato civile, sindaco compreso. L’avvocato trasmette all’ufficiale di stato civile del Comune copia autenticata dell’accordo raggiunto, previo benestare del Procuratore. La comunione dei beni tra marito e moglie verrà meno nel momento esatto in cui il giudice concede l’autorizzazione ai due coniugi a vivere separatamente.
I termini per la proposizione della domanda di divorzio breve decorreranno dalla notifica del ricorso di separazione e non già dal deposito dello stesso, come previsto secondo una prima versione del decreto. Prima, invece, il tempo decorreva dalla comparizione dei coniugi di fronte al Presidente del Tribunale nella procedura di separazione. Il divorzio breve sarà operativo anche per i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore delle nuove norme.
Sono decine e decine le domande pervenute negli uffici dell’anagrafe comunale di tutta Italia, e ogni giorno un’amministrazione annuncia di aver attivato la procedura di divorzio breve alla modica cifra di 16 euro.