PULIRE L’ARGENTO DIVENTA UN GIOCO

argentoQuesto è un metodo semplicissimo a fatica zero, tutto naturale.
Veniamo subito all’utile, ovvero pulire l’argento, una cosa odiosa di solito, tanto che molti evitano come la peste questi oggetti in giro per casa. Lo capisco, mi sono disfatta della gran parte di quelli che avevo anni fa e ho tenuto solo alcune cose di famiglia. Ma non mi annoio a pulirle, si puliscono da sole!
Vi servono:

– un ciotolone o una grossa pirofila in vetro o pirex, abbastanza grandi per contenere quello che dovete pulire

– carta di alluminio per cucina. Se dovete pulire solo dei gioielli in argento, va benissimo un piccolo contenitore in alluminio per alimenti, riutilizzabile molte volte

– bicarbonato di sodio

– sale da cucina (cloruro di sodio)
Misurate la capacità del vostro contenitore in litri, riempiendolo fino a 3/4 di acqua. Versate l’acqua in una pentola e portatela a ebollizione.
Intanto che bolle, foderate di alluminio la ciotola con il lato più lucido verso l’interno.
Calcolate 2 cucchiai di bicarbonato e 1 cucchiaio di sale per ogni litro di acqua e versateli nella ciotola foderata. Appena l’acqua comincia a bollire bene, versatela nella ciotola. Si leverà una fumatina bianca e sentirete uno sfrigolare e frizzare: nessuna paura: se avete rispettato le dosi non schizza e soprattutto non fa male né come fumo né a contatto.
Preparatevi con un paio di guanti di gomma a immergere gli oggetti nell’acqua bollente. Potete aiutarvi anche con una pinza da fritti. I guanti servono solo a non scottarsi, questa miscela non è per nulla tossica o irritante per la pelle come tutti gli altri detersivi per pulire l’argento.
Importante: una parte dell’oggetto d’argento deve sempre toccare una parte dell’alluminio in acqua (vedi alla fine la spiegazione della pila chimica).
Partiamo dalle posate in argento, una vera rogna soprattutto se sono lavorate con scanalature o se non vengono utilizzate da anni. Con altri metodi ci vorrebbe almeno un’ora.
ESEMPIO : posate d’argento, io le inserisco prima di tutto il resto e le lascio in ammollo mentre pulisco gli altri oggetti, le tolgo solo alla fine e sono splendenti. Quindi per prima cosa: dentro tutte le posate! Dentro tutto e dimentichiamocele. A metà pulizia degli altri oggetti le ho tirate fuori per vedere a che punto erano e… noterete la differenza dopo pochi minuti!
Cos’è accaduto? Ho in pratica realizzato una pila chimica. In pratica, la patina di ‘sporco’ sull’argento non è altro che ossido. Io ho fatto reagire l’alluminio, il sale e l’acqua per ottenere un’azione di ossido-riduzione, ovvero uno scambio di elettroni da una specie chimica a un’altra. Versando acqua calda sul sale, ho creato una soluzione salina. La soluzione salina insieme al catodo (argento) e all’anodo (alluminio) ha dato vita alla pila. In pratica, in questa reazione elettrochimica, l’argento si riduce, ovvero perde l’ossidazione, trasferendola all’alluminio che al termine dell’operazione infatti appare opaco e consumato.
E il bicarbonato? Aiuta a sciogliere altri tipi di sporco che fanno da protezione all’ossidazione, per esempio i grassi che possono depositarsi su soprammobili e posateria.