Mettiamo il sorriso nello zaino dei nostri bambini

primo-giorno-di-scuolaL’ansia da inizio scuola viene creata proprio dai grandi con frasi tipo ‘poverino, mancano solo due settimane.. o due giorni.. all’inizio della scuola!’, oppure ‘fra un po’ basta giocare e non far nulla. Dovrai studiare!’ o, ancora, ‘Vedrai ora a scuola, le maestre ti faranno filare’. In questo modo si comunica ai bambini che la scuola è solo un odioso dovere, qualcosa da subire”.

Istruzioni per l’uso. La lista delle “cose” da portare

Per questo è necessario puntare sulla gioia di rivedere gli insegnanti, ritrovare i compagni e imparare cose nuove. Sorridere – “ma un sorriso vero, non forzato perché i bambini non si lasciano ingannare da queste cose” – è la cosa più importante. E riempire con i sorrisi l’astuccio e la cartella, è infatti il primo punto della lista di cose da portare con sé al rientro a scuola e da capitalizzare per l’intero anno, anche quando le cose potranno non andare benissimo come avremmo sperato. Ogni bambino dovrebbe poter disporre di uno zaino che non contenga solo oggetti per leggere e scrivere, ma anche (e forse soprattutto) un quaderno pieno di allegria, un album da disegno da colorare con la voglia di stare insieme ai propri compagni, un cuore grande che batte forte e sia pronto a venir fuori ogni volta che qualcuno ne abbia bisogno, il coraggio di chiedere aiuto quando si è in difficoltà, la colla dell’amicizia, la gioia di alzarsi presto la mattina per andare a imparare cose nuove. E, ancora, una vagonata di saluti da distribuire ogni giorno a maestre, bidelli, compagni e anche a chi si incontra in strada. Perché la gentilezza verso gli altri, aiuta tutti a stare meglio.
La promessa dell’insegnante

La scuola intesa come collettività, come gruppo, come insieme. Un luogo di vita in cui la sfida più grande è quella della relazione, del confronto, della condivisione. Tutti elementi senza i quali l’apprendimento, il comportamento, la crescita diventano più difficili. Donatella e Giuliana sanno che tutto ciò non si realizza senza gli insegnanti, chiamati a svolgere un ruolo fondamentale. E proprio a questi Giuliana, dalle pagine di Echino, lancia una sfida, quella di sottoscrivere fin dal primo giorno un vero e proprio “contratto” con i propri piccoli alunni, promettendo loro di non chiedere più di quanto sapranno dare, di non farli sentire soli, incompresi o emarginati ma sempre accolti nel sorriso e – sopra ogni cosa – di ascoltare le loro parole, i battiti del loro cuore e persino il loro silenzio.