Manuale di sopravvivenza per le vostre piante durante le vacanze estive

piante vacanza 3È tempo di vacanze, è tempo di partire!! Ma chi si occuperà delle nostre piante?

 

Al ritorno delle vacanze, generalmente, hanno sempre la metà delle foglie, sono ingiallite, appassite, se non addirittura secche.

Vogliamo suggerirvi alcuni consigli per prendervi cura di loro, anche a distanza.

 

Contattate un plant-sitter, una persona capace e fidata a cui lasciare le chiavi di casa per innaffiarle ogni giorno, oppure trasferite in casa sua le vostre amate piantine.

In alternativa, esistono negozi di fiori che si prestano a fare da ‘pensione’ alle vostre piantine.

 

Se non vogliamo affidarci ad altri, possiamo ripiegare sulle classiche soluzioni fai da te.

 

Premesso che è di fondamentale importanza assicurarsi che le amate piantine non rimangano mai a gola secca, oltre a rabboccare per bene il vaso prima di partire, vi proponiamo alcuni stratagemmi per mantenerle fresche più a lungo.

 

Il metodo della bottiglia è sicuramente quello più diffuso: infilatene una piena d’acqua nel terreno a testa in giù. La pianta assorbirà quello che le è necessario.

 

Altro metodo molto efficace è l’impianto a timer che innaffia i vasi a seconda di come lo programmate.

 

Se le piante che lasciate incustodite sono tante, si può usare una stuoia di cotone filtrante per innaffiarle. Una parte della stuoia sarà immersa in una bacinella piena d’acqua che risalirà nel terreno e innaffierà le piante mentre voi non ci siete. O, più semplicemente, potreste tagliare tante strisce  abbastanza lunghe, infilarle tutte in una bacinella piena d’acqua, e collegarne poi una o due per vaso.

In commercio esistono vasi auto-innaffianti, che rappresentano una soluzione più tecnologica. Questi vasi, di diversa forma e dimensione, sono provvisti di una intercapedine dove si tiene la riserva d’acqua. Questa passa nel terreno per mezzo di stoppini o membrane apposite (in pratica lo stesso sistema del sifone comunicante, solo più raffinato). Unico neo: la pianta deve essere travasata in questi vasi.

Altra soluzione, un po’ meno naturale, è l’acqua complessata. Si tratta di flaconi a base di acqua demineralizzata in gel arricchita di cellulosa che innaffia le piante per voi. I microorganismi presenti nel terreno degradano la cellulosa liberando gradualmente l’acqua per un tempo variabile dai 25-30 gg. a seconda della confezione, del terreno e della temperatura dell’ambiente. Il flacone si inserisce capovolto nel terreno il più vicino possibile al fusto ed in questo modo innaffierà la pianta. Per ridurre l’evaporazione dai vasi, ricoprite la terra con della torba.

Esiste anche del terriccio speciale composto di fibra di noce di cocco in grado di aumentare l’assorbimento dell’acqua e di renderla disponibile alla pianta, accumulandone fino al 50% in più. Sempre con il cocco sono fatti anche i dischi di copertura del terriccio che trovate in commercio per aiutare il vaso a mantenere l’umidità.

 

Altro aspetto da tenere in considerazione prima di partire è che nessuna pianta ama il buio per periodi troppo lunghi. È quindi importante fare in modo che la stanza che la ospita rimanga almeno in parte illuminata.

 

Nel caso in cui le piante si trovino all’esterno, l’accorgimento più efficace è quello di raggrupparle in un angolo in ombra o comunque meno soleggiato, facendo in modo che traggano reciproco vantaggio.