Madre e figlia, un rapporto straordinario

mammaEcco un rapporto al femminile, di cui tutte noi possiamo essere testimoni,o come mamme o come figlie, in alcuni casi prima da figlie e poi anche da madri.
Un legame straordinario quello tra madre e figlia, ma sicuramente tra i più complessi.
Un rapporto che fonda le sue radici nell’archetipo della mamma amorevole e sempre presente, ma che è caratterizzato spesso da rivalità, conflittualità e un’eterna altalena di amore e odio.
Inizia come un idillio, s’interrompe nell’adolescenza, e nei casi più fortunati si ricompone nell’età adulta soprattutto quando la figlia diventa moglie e madre.
Come sappiamo, ormai da manuale, per le adolescenti affrontare un momento di grande conflittualità con la madre è un passo in molti casi necessario per abbandonare le vesti di bambina e indossare quelle di giovane donna.
A questo punto si aprono due strade a seconda della madre che abbiamo avuto o della madre che siamo: la prima è la madre narcisista, che insegue la giovinezza ad ogni costo, entrando inevitabilmente, e spesso inconsapevolmente, in competizione con la figlia. La conseguenza di questo rapporto così ambivalente è che le figlie delle mamme narcisistiche hanno maggiori probabilità di diventare donne alla costante ricerca dell’approvazione altrui, alla perenne ricerca di affetto e amore, ma anche di attenzione. Il secondo caso è la madre depressa, quella invadente e sempre presente, la mamma sacrificale (che rinuncia alla propria dimensione femminile e professionale immolandosi per il bene dei figli) sono tipologie genitoriali che rischiano di crescere adulti insicuri, ansiosi, alla ricerca continua di una propria identità.
Ciò spiega perché molte donne, ad un certo punto della loro vita, dichiarano “non voglio essere come mia madre” e avviano, un percorso di separazione e differenziazione dalla figura materna.
Una corretta relazione madre-figlia dovrebbe essere costruita da entrambe.
È per questo importante che le madri aiutino le figlie nella costruzione della loro identità, offrendo la propria esperienza, ma cercando di non imporla, ascoltando senza giudicare. Sarà più facile per le figlie comprendere il punto di vista delle madri se non vengono obbligate a comportarsi come le madri vorrebbero e se si sentiranno capite e accettate anche nelle loro diversità, trasformeranno la madre nel loro punto di riferimento.