La zuppa di fave, il piatto di primavera

Senza-titolo-1

In Grecia venivano usate in politica nelle votazioni, per confermare un eventuale progetto di legge: le fave, quelle bianche indicavano consenso positivo, quelle nere negativo. E pensare che Pitagora proibiva ai suoi discepoli di mangiare le fave perché reputava che le macchie nere presenti nei loro fiori fossero un simbolo infernale; al contrario Aristotele ne decantava le virtù.

 

Amate od odiate che siano, le fave, originarie dell’Africa settentrionale e della Cina, erano usate come alimento da Egizi, Greci e Romani: tra questi ultimi, soprattutto, ebbero un grande successo mangiate anche crude insieme al baccello. Nel corso dei secoli, però, l’importanza delle fave venne soppiantata dall’arrivo del più versatile fagiolo e con il declino divenne uno dei cibi dei poveri.

C’è chi le ama fresche e chi le preferisce secche. Le fave fresche devono essere croccanti alla rottura e senza macchie, contraddistinte da un bel colore verde vivo e lucido. Si conservano in frigo non più di tre giorni. Quelle secche si possono trovare sia con che senza buccia: entrambe necessitano di un ammollo. Nonostante la buona quantità di potassio, magnesio, ferro, selenio, rame e zinco che aiutano l’organismo assieme a proteine, vitamine, fibre e sali minerali che le fanno risultare i legumi con meno calorie, bisogna stare attenti all’ insorgere del favismo, una malattia che causa crisi anemiche anche gravi.

In cucina l’uso delle fave è variegato: si possono consumare sia crude, accompagnate con formaggio, pecorino, pancetta o salame; oppure cotte, per la preparazione di zuppe e minestre. Tra queste una ricetta facile e altamente gustosa è la zuppa di fave, piselli e carciofi, arricchita dall’uovo rotto nel piatto su crostoni di pane che si rapprende una volta ricoperto dalle verdure bollenti.

Per realizzare una gustosa zuppa di fave occorrono:

-200 gr di fave sgranate

– 250 gr di piselli sgranati
– 4 carciofi
– 4 cipollotti freschi
– 2 spicchi di agli
– 2 cucchiai di prezzemolo tritato
– 4 uova
– 4 cucchiai d’olio
– 4 fette di pane casereccio
– 1 cespo di scarole
– 1,5 litro di brodo vegetale e il succo di un limone.

Procedimento: Si puliscono i carciofi utilizzandone solo i cuori, si scottano le fave e i piselli nel brodo bollente, si tritano i cipollotti per soffriggerli poi con l’olio e l’aglio a cui si aggiungono la scarola tagliata e i carciofi prima e le fave e i piselli dopo 5 minuti. Si copre tutto con il brodo facendo cuocere per una decina di minuti dopo aver salato e pepato. Nel frattempo si tosta il pane formando dei crostini cosparsi di aglio, pepe macinato e olio su cui viene adagiato un uovo crudo. Una volta versata in ogni piatto la zuppa si aggiunge il prezzemolo tritato e si serve subito, ben calda.