La birra aiuta in menopausa

birraÈ possibile inserire la birra nella dieta giornaliera: non ingrassa, reidrata dopo l’esercizio fisico, riduce il rischio di formazione dei calcoli renali, riduce il rischio di sviluppare il morbo di Parkinson, aumenta il livello di ‘colesterolo buono’, contiene antiossidanti, contiene silicio, Vitamina B12, ed è una fonte di fibre.
Gli effetti positivi della birra si possono riscontrare, se consideriamo che un consumo moderato di alcool etilico riduce il rischio di incorrere negli attacchi cardiaci, nell’ipertensione arteriosa, nei problemi vascolari e nel diabete. Da questo punto di vista la birra ha molti effetti positivi, perché aiuta il lavoro dei reni e favorisce la diuresi; contribuisce a far funzionare bene lo stomaco e l’intestino, partecipa alla calcificazione e alla formazione dei tessuti connettivi ed è un ottimo antiossidante, visto che alcune ricerche hanno provato che è in grado di prevenire alcune forme di tumori, come quello al colon.
E’ fondamentale anche in menopausa, perché produce un innalzamento dei livelli degli estrogeni. Questa bevanda aiuta lo stomaco e l’intestino a funzionare meglio e la ricerca scientifica più volte è riuscita a dimostrare come un consumo regolare di birra possa limitare l’incidenza di alcuni tipi di tumore, come il cancro al colon.
Tutto questo è possibile perché il luppolo contiene diversi tipi di flavonoidi, che sono degli antiossidanti, i quali combattono i radicali liberi e i danni provocati dall’invecchiamento cellulare.
Nello specifico il luppolo contiene xantumolo, una sostanza che sembrerebbe essere utile ad ostacolare la proliferazione di alcune cellule tumorali. La birra favorisce il lavoro dei reni, la diuresi e, quindi, previene la formazione dei calcoli. Interviene direttamente nella calcificazione dei tessuti connettivi del nostro corpo.