L’importanza dell’acido folico

L’acido folico o acido pteroil(mono) glutammico o vitamina M o vitamina B9 o folacina, prende il nome dal latino: folium (foglia). L’acido folico è una vitamina del gruppo B scoperta nel 1939, dopo una serie di studi relativi alla terapia di una forma di anemia nei polli provocata artificialmente. Questa vitamina non viene prodotta dall’organismo, ecco perché deve essere assunta attraverso il cibo.

 

Studi medici hanno riconosciuto la necessità della sua assunzione per prevenire malformazioni neonatali. Infatti, la carenza di acido folico aumenta il rischio di difetti del tubo neurale che, se non chiuso in modo corretto e completo, comporta malformazioni congenite nel bambino come la spina bifida e l’anencefalia.

 

L’acido folico aiuta anche a ridurre il rischio di altre malformazioni congenite, in particolare alcune cardiopatie, malformazioni delle labbra e del palato (Labiopalatoschisi), difetti del tratto urinario e di riduzione degli arti.

Considerata dunque la sua importanza nei primi 30 giorni dal concepimento, periodo in cui spesso non si ha ancora la consapevolezza della gravidanza, le donne che ne programmano una dovrebbero assumere acido folico giornalmente e l’assunzione è consigliata fino al terzo mese di gravidanza.

 

L’acido folico si trova negli spinaci, broccoli, asparagi, lattuga, arance, legumi, limoni, kiwi, fragole e nel fegato tenendo però presente che la cottura distrugge la maggior parte di folato.