Influenza in gravidanza

È tempo di influenza e le donne in gravidanza sono tra le categorie più a rischio di contrarre il virus a causa del naturale calo delle difese immunitarie caratteristico di questa condizione fisiologica.

In una gravidanza senza complicanze, il virus dell’influenza di solito non rappresenta un rischio per il feto, ma non bisogna comunque sottovalutarne i sintomi.

Il Ministero della Salute, così come gli altri organi istituzionali internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità, consigliano la vaccinazionea tutte le donne che, all’inizio della stagione influenzale si trovano nel 2° o 3° trimestre di gestazione e rassicurano sul fatto che il vaccino non comporta alcun rischio per il feto, in nessuna fase della gravidanza. Per loro il vaccino è gratuito.

La febbre è senza dubbio tra i sintomi da non trascurare. Un forte rialzo della temperatura (superiore a 38°-38,2°), sebbene non determini nella mamma in attesa dei rischi maggiori rispetto alle donne non incinte, può costituire un problema per il feto. La febbre alta, infatti, attiva le naturali difese immunitarie dell’organismo e può comportare la comparsa di contrazioni dell’utero e di conseguenza determinare a loro volta un parto prematuro.

 

Se il virus dell’influenza ha origine batterica, la salute del feto non è minacciata, in quanto la placenta funge da protezione. Il rischio di trasmissione si presenta solo se la placenta è lesionata. Per evitare problemi più seri, la cosa migliore è avvertire il proprio medico curante, che una volta accertati i sintomi, potrà consigliare la cura più adatta.

 

Per ridurre i sintomi dell’influenza generalmente il medico prescrive farmaci tollerati in gravidanza. Tuttavia è bene non abbassare troppo la guardia, per evitare qualunque rischio. Infatti, l’ideale sarebbe non assumere medicinali, soprattutto tra il 1° e il 3° trimestre di gestazione. Ecco, perché i vaccini antinfluenzali sono l’arma migliore per combattere i malanni di stagione, in grado di attivare la risposta immunitaria, ma senza provocare effetti indesiderati per l’organismo.

 

La vaccinazione antinfluenzale non rappresenta un problema neanche per le donne che allattano dal momento che l’allattamento non interferisce sfavorevolmente sulla risposta immunitaria.

 

Secondo uno studio statunitense pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine, vaccinarsi contro l’influenza durante la gravidanza non solo è efficace per la futura mamma, ma costituisce una protezione dal virus anche per il bambino.

 

Dai dati emersi sembra infatti che il vaccino riduca del 63% i casi di influenza tra i neonati; è stata riscontrata anche una diminuzione del 36% delle patologie respiratorie, quelle più gravi, a carico delle mamme e dei bambini.

 

C’è da dire che, nonostante il Ministero e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) suggeriscano il vaccino, molte restano le remore e le perplessità delle donne in gravidanza a sottoporsi al vaccino antinfluenzale. Le future mamme temono infatti che tale misura preventiva possa avere effetti negativi sulla formazione e sullo sviluppo del feto o che induca addirittura l’aborto spontaneo. In realtà, recenti studi condotti per monitorare l’effetto dei vaccini antinfluenzali sulle donne incinta hanno dimostrato l’infondatezza di tali paure, evidenziando anzi l’efficacia del vaccino oltre che sulla madre anche sul bambino, dal momento della nascita. Il neonato nato da madre vaccinata risulta infatti già dotato di anticorpi contro l’influenza nei primi quattro mesi di vita, periodo nel quale di regola non può essere vaccinato (per farlo bisogna aspettare i 6 mesi).

Insieme al vaccino, raccomandato solo per alcune categorie della popolazione ma accessibile a chiunque lo desideri, il Ministero della Salute consiglia fortemente di attuare alcune misure igieniche che molto possono nella prevenzione dell’influenza: sembrerà banale, ma il lavaggio frequente delle mani (anche in assenza di acqua, mediante l’uso di gel alcolici) e una buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, con tanto di lavaggio delle mani e smaltimento dei fazzoletti usati) oltre che essere norme di buona educazione concorrono significativamente a ridurre la trasmissione del virus dell’influenza.