Don’t drink and dial

Quando l’universo ha il sapore della notte tutto è lecito.
Polpastrelli battono sui tasti come se fosse una gara di scherma. I messaggi mai inviati. I messaggi mai ricevuti. Quelli attesi. Quelli cui non avranno mai risposta.
Ci sono oscure dinamiche che guidano il flusso asincrono degli sms.
Le donne hanno una serie di labirinti mentali dai quali le parole fuoriescono per posizionarsi più o meno in maniera ordinata nel display di un telefono.
Sanno quando è il momento (non) giusto. Quanti sono i punti di sospensione. Due, sono pochi. Tre, lasciano intendere sottili significati nascosti. Infiniti, stanno al posto delle parole che forse mai verranno dette.
Ma se una donna incontra un uomo, inizia il valzer di pensieri ‘’invio o non invio’’.
<<Ieri sono stata davvero bene!>>
Rispondi. Rispondi. Rispondi.
Tutto tace. Come il giorno dopo la tempesta perfetta.
Povere donne!
Passano più tempo a maledire il momento in cui hanno inviato un messaggio che in un centro estetico.
Bip. Bip. Finalmente. Si corre dall’altra stanza come una corsa a staffetta. Ma è il solito messaggio pubblicitario che invita l’utente a scegliere una tariffa migliore. Proprio quando l’unica voglia che hai è lanciare il telefono dalla finestra.
Solo alla fine giunge ‘’il’’ messaggio.
<<Ok. Ma restiamo razionali.>>
Ed ecco che vengono giù valanghe emotive. Rocce empatiche che si infrangono. Torrenti di sensibilità che straripano in terre aride.
Lune e stelle che implodono e si tramutano in buchi neri.
E Ferradini attacca con la melodia ‘’Prendi una donna. Trattala male”!
C’è stato un momento nell’evoluzione umana in cui avere un rapporto sessuale ha assunto significati diversi e variabili.
Fai pure strage del mio corpo. Ma la mia anima è impermeabile agli attimi di beatitudine.
Nella notte dei tempi gli uomini vendettero la loro anima affinché l’Italia diventasse campione del mondo. Correva l’anno 1934.

 

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