Il fenomeno BlaBlaCar, l’autostop con le app

bla bla car Durante gli anni ’70 l’ autostop era uno dei mezzi di trasporto più diffuso tra i giovani; utilizzato meno frequentemente nella seconda metà degli anni ’80, con la crisi e la diffusione delle tecnologie di comunicazione digitali è tornato prepotentemente di moda nell’ ultimo decennio.
E’ difficile da credere, ma la crisi economica che stiamo vivendo può avere avuto anche qualche (pochi, diciamoci la verità!) effetto positivo. O magari quello di cui vogliamo parlare in questo articolo è semplicemente frutto del progresso. Comunque la si veda, il risultato non cambia: il viaggio in auto “condiviso” è un fenomeno in crescita! Ovviamente ci stiamo riferendo alla piattaforma web di car pooling, meglio conosciuta come BlaBlaCar, fondata in Francia nel 2006 e che opera in vari paesi d’Europa (Francia, Turchia, Polonia per citarne qualcuno, e da qualche anno anche in Italia) che con i suoi 10 milioni di membri è la più utilizzata del continente.

L’idea si basa su due concetti, all’apparenza molto banali: la crescita continua del prezzo dei carburanti e la diffusione dell’utilizzo di internet e degli smartphone, unite sicuramente ad un grande talento imprenditoriale, hanno fatto nascere questa società che lo scorso anno ha registrato un 247% in più nell’offerta dei passaggi rispetto all’anno precedente. Attraverso un sito internet e un’applicazione per gli smartphone gli automobilisti che hanno posti liberi in macchina entrano in contatto con passeggeri che percorrono la stessa tratta. Un modo semplice, quindi, per risparmiare ma anche un’ occasione per viaggiare in compagnia, non tralasciando l’aspetto ecologico della riduzione del traffico e dell’ inquinamento. I passeggeri pagano direttamente i conducenti in auto mentre il servizio offerto da BlaBlaCar è gratuito.

Una curiosità. Cosa significa BlaBlaCar? E’ un termine inventato che universalmente rimanda ad una conversazione, al “bla bla” appunto, e all’ auto (car, in inglese). E’ quindi un’ espressione funzionale all’ iniziativa, anche perché tra le varie categorie di scelta di un passaggio c’è, appunto, il grado di loquacità indicato dal conducente stesso: “bla” se non si vuole parlare molto, “blabla” per una conversazione moderata, “blablabla” se il conducente è un chiacchierone. Oltre al grado di loquacità, altri criteri di scelta sono i gusti del conducente , nel senso se è un fumatore o meno ( e di conseguenza, quindi, i passeggeri possono scegliere di viaggiare su un auto in cui si fuma o meno), la sua affidabilità alla guida (in base al giudizio lasciato da altri viaggiatori sul sito) oppure se sull’ auto si possono portare animali domestici o meno. Il prezzo viene stabilito dal conducente ed è logico che più persone salgono a bordo, più economico è il viaggio. In ogni caso, comunque, c’è un risparmio di soldi e Co2, perché viaggiare insieme abbatte i consumi (di benzina e pedaggio, come abbiamo già detto) e offre la possibilità di fare nuove amicizie.

L’ età media del viaggiatore di BlaBlaCar è 40 anni usa, tecnologie e viaggia, ma non sono pochi i sessantenni che entrano nella community. Anche le donne sono tante, vincendo la diffidenza di finire in “brutta compagnia”. In Italia la tratta più richiesta è Roma – Milano e il costo medio è di 30 euro; chi ha fatto quest’ esperienza di viaggio sostiene di essere stato spinto a sceglierla, oltre che dalla curiosità di provare il viaggio in condivisione e a non viaggiare da soli con le cuffiette dell’Ipod nelle orecchie, sicuramente anche dal costo imbattibile rispetto a treno ed aereo. Ma dopo la prima mezz’ora di viaggio l’aspetto del risparmio economico passa in secondo piano e in base al grado di Bla, appare chiaro che BlaBlaCar è un social, non solo un ride sharing utile solo per risparmiare.
Quindi per due chiacchiere in compagnia, risparmiando nel portafoglio e nel numero delle auto in giro (e, di conseguenza, nelle emissioni inquinanti) e magari guadagnando amicizie e racconti di esperienze di vita altrui, perché non provare l’autostop informatico?