Il fattore “D” della donna/atleta

allIl ritratto di una donna che pratica sport , oggi, è molto positivo: è allegra, forte, ottimista, decisa a vincere. La sensibilità, la fragilità, la delicatezza, la devozione, non sono un freno allo sport. Anzi, rappresentano la chiave per arrivare al successo.
Sappiamo benissimo che il mondo dello sport è una sfera principalmente maschile: la donna nelle pratiche sportive è stata infatti vista per molto tempo come ‘anormale’.
Perchè ‘anormale’? Basti pensare al fatto che la donna ha sempre incarnato valori quali la sensibilità, la grazia e la bellezza, valori che in diverse discipline sportive non sono presenti. La donna sportiva, invece, ha ribaltato completamente la considerazione e l’opinione che si potessero avere dell’essere femminile. Appare così scontata l’equazione donna-sportiva=donna-virile-mascolina.
Un’immagine forte di una donna estranea alla sensualità, alla dolcezza, alla femminilità.

imagesSicuramente, le prime donne-atlete, le prime donne che hanno fatto dello sport la propria passione non avevano l’immagine della donna curata di oggi. E’ proprio il caso di dire che tanta strada è stata fatta, anche grazie alle lotte continue per dare prova dell’uguaglianza tra le donne e gli uomini, fino “all’affermazione della donna che nello sport mette in mostra non solo la prestanza fisica ma tutta la propria femminilità”.

Lo sport al femminile sta ottenendo sempre più risultati; in continuo aumento la lista delle atlete che sono balzate agli onori delle cronache.
I tempi fortunatamente sono cambiati e, quello femminile è diventato veramente il ‘sesso forte’ in tante discipline.
Siamo di fronte ad una realtà del panorama sportivo, in cui “la declinazione donna è importante”.

La donna può essere al tempo stesso atleta e donna, nel senso di grazia, femminilità e bellezza.

Nessuno come la donna sa quanta importanza hanno la cura del proprio corpo, la bellezza, il riconoscimento da parte degli altri e, perchè no, la capacità di seduzione, a qualunque età.

La bellezza, ormai è risaputo, viene dalla salute: non si può essere “belle fuori” senza essere “belle dentro”. E, d’altro canto, non si può essere “belle dentro e fuori” senza aver voglia di esserlo.

Sembrerebbe un gioco di parole, ma non lo è affatto; piuttosto un concetto esistenziale preciso. Per piacere agli altri, bisogna piacere a noi stesse, così come per farsi amare e accettare, bisogna autostimarsi.

federica pellegriniRispetto al passato, è cambiato profondamente il concetto donna-sport così come è mutata l’immagine della donna che pratica lo sport. Sempre più donne si dedicano all’attività sportiva, scoprendo gli effetti benefici del movimento. Chi pratica attività fisica vive più pienamente, ha maggiore capacità di resistenza alla fatica e minori probabilità di ammalarsi. Senza l’impegno fisico costante il nostro corpo invecchia precocemente, si satura di tensioni, i muscoli si indeboliscono, il sangue trasporta meno ossigeno ai tessuti.

Nel corso degli anni si è potuto vedere concretamente il cambiamento dell’immagine della donna-atleta; sempre più curata e femminile, proiettata verso nuove sfide. Un differente stile di vita che ha avvicinato molte donne all’attività agonistica sportiva; donne che non hanno nulla da invidiare alle affermate top model. Fisici scultorei, cura dei dettagli (acconciatura, manicure, trucco…), in una parola sola BELLEZZA: bellezza nel gesto atletico e bellezza da medaglia anche per la propria forma fisica.

Parliamo pure di “FATTORE D”, quel ‘qualcosa in più’ che contraddistingue la donna-atleta. Atleta sì, ma prima di tutto donna, carica di sensibilità e sensualità e, allo stesso tempo pronta per essere competitiva.