I pesticidi minacciano la virilità delle future generazioni

virilitàVirilità a rischio a causa dei pesticidi di frutta e verdura: l’Università di Padova ha condotto uno studio sulle dimensioni del pene.
La ricerca ha in qualche modo riprodotto ciò che la maggior parte dei maschietti, soprattutto giovani, fa di solito: confronta le proprie dimensioni con quelle degli amici. Ebbene, gli studiosi hanno messo in relazione le dimensioni di 2000 ragazzi italiani contro quelle di altrettanti coetanei americani, ma risalenti al 1948 (rapporto Kinsey).

Ed è qui che iniziano le pene del pene: gli americani di 60 anni fa erano mediamente più dotati rispetto a quelli di oggi. La differenza, a detta degli esperti, è allarmante: se ai tempi di Truman e nei primi anni della Repubblica in Italia, in media si sfioravano i 9,7 centimetri “a riposo”, oggi le misure si aggirano attorno ai 8,9 centimetri. In soli 60 anni, quindi, avremmo perso un centimetro.

I problemi iniziano già in fase di gestazione, prima del concepimento. Già in questa fase, infatti, il bambino può subire dei danni all’apparato riproduttivo a causa dell’inquinamento. Come ha spiegato il coordinatore della ricerca, il professor Foresta “diossine, pesticidi, metalli pesanti, additivi di plastiche, vernici e detergenti possono agire in due modi: riducendo l’attività degli ormoni maschili androgeni o mimando l’attività degli estrogeni femminili”. Di conseguenza, il calo degli androgeni provoca la riduzione della misura del pene e dei testicoli, nonché una diminuzione della virilità maschile.
Certo, più volte abbiamo sentito affermare o abbiamo detto che le misure del pene non sono importanti, che nel sesso a fare la differenza è altro, la complicità, la passione, l’armonia di coppia, ma continuando di questo passo, con l’inquinamento galoppante e la scarsa attenzione per l’ambiente, probabilmente servirà una lente d’ingradimento. Corriamo ai ripari, teniamo pulito la nostra Terra, salviamo le generazioni future, prima di ritrovarci in un mondo di eunuchi.