Golden Globes 2015

La 72esima edizione dei Golden Globes, i premi televisivi e cinematografici assegnati dalla Holliwood Foreign Press Association (HFPA), l’organizzazione che rappresenta i giornalisti stranieri che si occupano di cinema e televisione negli Stati Uniti, si è aperta con un omaggio alle 17 vittime degli attacchi terroristici islamici a Parigi. Mentre quasi due milioni di persone sfilavano a Parigi per la libertà di parola e per dimostrare che non si faranno intimorire da massacri come quello di Charlie Hebdo, sul red carpet dell’ Hotel Hilton a Beverly Hills sono in tanti gli attori che hanno omaggiato le vittime dei massacri francesi: i coniugi Clooney, Helen Mirren e Diane Kruger per citarne solo alcuni. E un po’ ovunque – dalla spilla sulla borsetta clutch di Amal Alamuddin, alla cover del cellulare di Kathy Bates- campeggiavano le scritte con l’espressione che in questi ultimi giorni ha spopolato, sebbene legata a motivi drammatici, in tutto il mondo: Je suis Charlie.

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Dolore e raccoglimento non hanno tolto glamour alla cerimonia e nemmeno le due comiche madrine Tina Fey ed Amy Poehler hanno risparmiato la loro ironia, non mancando di citare “The Interview”, il film della Sony reso celebre dall’attacco hacker e dal blocco nei cinema, e che tanto ha fatto arrabbiare la Corea del Nord, e anche di mettere in scena una parodia di Bill Cosby, travolto dalle accuse di molestie sessuali.
Vincitore assoluto è il film “Beyond” che si aggiudica il premio per il miglior film drammatico, la migliore regia con Richard Linklater e per la migliore attrice non protagonista, Patricia Arquette. Il premio per la miglior commedia è andato a “Grand Budapest Hotel”, ambientato nell’immaginaria repubblica di Zubrowka, di Wes Anderson, regista che per la prima volta ha vinto un Golden Globe. Con la sua interpretazione del fisico Stephen Hawking, Eddie Redmayine vince il premio come miglior attore di film drammatico, mentre la Moore, che ha impersonato Alice, un’insegnante colta da Alzheimer nel film “Still”, vince il corrispondente premio femminile. Nella commedia, migliori attori sono stati Amy Adams per la sua interpretazione in “Big Eyes” e Michael Keaton in “Birdman”, film che aveva sette nomination ma che alla fine ha raccolto soltanto un altro premio, quello per la migliore sceneggiatura. Dalla Russia arriva “Leviathan”, del regista Zvyagintsev, il film che tratta il tema della corruzione dell’apparato amministrativo e che ha vinto il premio come miglior film straniero.
Per quanto riguarda la televisione, la serie più premiata è “Transparent”, dove protagonista è una famiglia il cui padre è transgender, prodotta da Amazon e distribuita in streaming dalla stessa società, che si è accaparrata i premi come migliore serie nel genere comedy e per il ruolo da protagonista di Jeffrey Tambor, che interpreta appunto il padre.
Kevin Spacey per la sua acclamatissima interpretazione di Frank Underwood, vince il premio come miglior attore in una serie drammatica, “House of the cards”, serie anche questa prodotta da una società che distribuisce prodotti in streaming.
George Clooney è stato premiato con un Golden Globe alla carriera ed ha usato il discorso di ringraziamento per ricordare le vittime di Charlie Hebdo e il suo amico Robin Williams, l’attore recentemente scomparso.