Fiori da giardino? No…da mangiare!

 

fiori-da-mangiareAvete mai pensato di utilizzare i fiori che avete in balcone nelle vostre ricette di cucina? Insalata con nasturzi, panzanella con spolverata di tarassaco, bocche di leone ripiene con formaggio caprino, petali di calendula nell’impasto di pane e torte salate. Con un effetto strepitoso sulla tavola e un bel po’ di antiossidanti per il nostro organismo. Insomma, quello che oggi è di moda come nutraceutica.

Già Greci e Romani utilizzavano i fiori non solo per abbellire alcuni loro piatti ma come ingrediente vero e proprio, per migliorare l’aroma o il sapore di alcune ricette. Ma bisogna prendere precauzioni nella scelta della materia prima: evitare ovviamente di mangiare i fiori acquistati in negozio, poiché sono coltivati con l’uso di pesticidi e fertilizzanti. Se però fate una bella passeggiata per i boschi o il vostro balcone non è esposto su una strada trafficata potreste provarci, a patto che utilizziate i fiori eduli, per evitare intossicazioni. Uno studio di un gruppo di ricercatori di alcune università ceche (pubblicato sulla rivista Molecules) ha messo a confronto dodici diversi tipi di fiori, molto comuni, analizzando la loro composizione e concludendo che sono un concentrato di minerali, fosforo e potassio in primis, e di sostanze fenoliche, in quantità superiori, anche di molto in alcuni casi, rispetto a frutta e verdura. E non parliamo, appunto, di fiori rari, ma di piante comunissime, dai nasturzi ai tagete, dai gerani alle viole wittrockiane, o le calendule e il tarassaco, dalle bocche di leone alle petunie.

In effetti in molte cucine regionali l’utilizzo dei fiori, soprattutto quelli di campo, è una consuetudine. Dal risotto al tarassaco ai fiori d’acacia fritti in pastella. Piuttosto, ci sono delle resistenze: è difficile pensare di poter mangiare un fiore di ibisco, non siamo abituati all’idea. Eppure può essere gradevole, come del resto il nasturzio che, nei test di assaggio, è uno dei più apprezzati per il suo sapore dolciastro e la sua tenerezza. Inoltre, proprio il nasturzio, con tagete e calendula, è uno dei fiori più ricchi di luteina, sostanza antiossidante protettiva della vista, utilizzata anche negli integratori».