Ecco come spiegare l’arrivo della Befana

La festa dell’Epifania ha origini cristiane perché è legata all’arrivo dei Re Magi, ma la tradizione cambia da regione a regione. Per tutti sicuramente è rappresentata da una vecchietta che viaggia a bordo di una scopa, che arriva di notte e riempie le calze di dolcetti o carbone. Nonostante molti bambini amino questa festa, sono anche molti quelli che sono spaventati dall’arrivo della vecchietta. Allora come rendere il racconto dell’arrivo della Befana meno spaventoso agli occhi dei bimbi?
I retaggi culturali che prendiamo in eredità da nonne e bisnonne, sottolineano che la Befana “punisce” anche i piccoli più ribelli e indisciplinati con lasciti di carbone e persino con “scope” tirate sui piedi durante il sonno. Nel raccontare l’Epifania ai bambini, è bene tralasciare dettagli antichi e un po’ inquietanti come i suddetti ed è bene puntare, invece, sui lati buffi di questa vecchietta, come le scarpe rotte o la scopa magica che ogni tanto le fa perdere l’equilibrio. Un altro consiglio è di preparare le calze insieme rendendolo un momento molto divertente per tutta la famiglia. In commercio si trovano calze per ogni gusto ma, in onore della semplicità traballante della signora Befana, il consiglio è quello di appendere la calza del papà o un vecchio collant della mamma tagliato a metà. E di aspettare fiduciosi.
Infine imparare insieme la filastrocca di Rodari è una meravigliosa idea per festeggiare e anche per “spiegare” l’arrivo di questa magica vecchietta.”È arrivata la Befana coi balocchi pei bambini; rimboccata ha la sottana ed è scesa nei camini. Ha trovato scarponcini e calzini trasparenti, li ha riempiti con dolcini per far bimbi assai contenti” (Alla Befana – da Prime Fiabe e Filastrocche di Gianni Rodari).