Dieta: il digiuno riduce la probabilità di malattie ma occhio ai rischi

digiuno-ok

Se fino a pochi mesi era la dieta proteica del nutrizionista francese Pierre Dukan ad essere sulla cresta dell’onda, oggi dalla Gran Bretagna arriva una nuova tendenza. Si chiama Fast diet, perché promette velocità nel combattere i chili di troppo. E’ stato ribattezzato il regime del “cinque su due”, perché permette di mangiare e bere a sazietà cinque giorni a settimana per poi stare a stecchetto negli altri giorni.

Si parla di astensione dal cibo anche in Italia con l’oncologo Umberto Veronesi che ricorda come l’eccesso di calorie sia collegato all’insorgere di molte malattie. Per questo definisce le linee guida di un’alimentazione sana e fra i consigli c’è quello di fare un giorno di digiuno completo a settimana. Mangiando meno, scrive Veronesi, “si più protetti dalle malattie cardiovascolari e dal diabete”. Per questo la soluzione è quella di mangiar poco, se possibile non tre volte al giorno e tagliare le calorie scegliendo menù light. Bandite anche le bibite zuccherate. Esalta il potere disintossicante del digiuno anche Fabio Piccini, medico e autore de La dieta più antica del mondo (Dalai editore), che ricostruisce il regime degli antichi contadini cretesi.

I segreti di Fast diet, la dieta veloce, sono contenuti in un libro di 200 pagine che è già un best seller in Gran Bretagna. Il regime è facile da seguire e si basa sul principio del digiuno intermittente: si mangia e si beve a sazietà cinque giorni alla settimana, mentre negli altri due si stringe la cinghia con 500 calorie per le donne e 600 per gli uomini.

E’ chiaro che questa pratica possa essere utile in determinate circostanze, ma c’è comunque scetticismo tra gli esperti sulla decisione di saltare i pasti. «Ogni tanto esce fuori qualche dieta astrusa – spiega Andrea Ghiselli ricercatore del Cra, il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura – qualche scorciatoia, qualche rimedio per evitare di fare l’unica cosa saggia che ci sia da fare: mangiare di meno e muoversi di più. Intendiamoci, se fatto con criterio, un digiuno intermittente non è una cosa che possa fare male, è un po’ come il giorno di magro di diverse religioni, ma non esiste una effettiva necessità, poiché le riserve di grasso si bruciano creando uno squilibrio tra entrate e uscite. Quindi se il digiuno di oggi, o la dissociata di ieri, o un altro metodo di domani ci serve per farci mangiare di meno, perché non ci riusciamo in altro modo, bene, ma è molto meglio mangiare un po’ meno tutti i giorni e muoversi un po’ di più tutti i giorni».

Non vanno sottovalutati i rischi. Col digiuno inoltre la massa magra rischia di subire qualche danno, se usiamo questa strategia per dimagrire non associandola ad attività fisica, ma se facciamo attività fisica non serve il digiuno.

È critico anche Pietro Migliaccio, presidente società italiana di scienza dell’alimentazione. «E’ l’ennesima dieta del momento. Il digiuno va bene al massimo se seguito per un giorno perché già al secondo giorno produce corpi chetonici che affaticano il fegato, i globuli rossi e il cervello. Se si vuole mangiare di tutto per qualche giorno il consiglio del nutrizionista italiano è di seguire una dieta di compenso il giorno successivo alla abbuffata, ma di un giorno solo e che includa pasti da 750 a 900 calorie totali.