Dal Tar del Friuli nuovi passi in avanti per le coppie gay

tarLa sentenza del Tar del Lazio ha fatto da apripista, tanto che il suo effetto è che i matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso resteranno trascritti nel Registro di stato civile del Comune di Roma. Tutto questo fino a quando qualcuno, eventualmente, chiederà al giudice civile di pronunciarsi: la legge sullo stato civile stabilisce che l’unico che può farlo è il Procuratore della Repubblica.
Dalla capitale la notizia rimbalza in Friuli dove il sindaco, Furio Honsell, è stato tra i primi ad accogliere la richiesta dell’udinese Adele Palmeri e di Ingrid Owens, che dopo mesi di battaglie, sono state dichiarate “moglie e moglie” dal Tribunale amministrativo.
Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha accolto il ricorso della coppia omosessuale, che ha ottenuto la trascrizione grazie al coraggio del sindaco di Udine Furio Honsell, “dichiarando illegittimo l’operato del prefetto che aveva cancellato l’atto su ordine del ministro”.
A renderlo noto su Facebook è Giacomo Deperu, presidente Arcigay Friuli “Nuovi Passi” di Udine e Pordenone.
“L’ennesima bocciatura della strategia repressiva di Angelino Alfano, – prosegue Deperu – attendiamo di conoscere le motivazioni della pronuncia, ma questa sentenza rappresenta una conferma delle ragioni già espresse poche settimane fa dal Tar del Lazio su analoga vicenda”.
coppia gayQuella delle due donne è una battaglia che andava avanti per mesi. Col piglio della partigiana ereditato dal nonno Giuseppe Borghese, la Palmeri ha difeso la sua famiglia composta dalla moglie Ingrid e da due figli adottati da entrambe. Il loro matrimonio è stato celebrato in Sudafrica. Poi hanno intrapreso insieme “la loro battaglia di civiltà”.
Dopo che il prefetto aveva cancellato la trascrizione delle loro nozze, avevano comunicato al sindaco la decisione di trasferirsi in Belgio perché in Friuli non sono mogli e madri. “l mio cuore resta comunque in Friuli”, aveva assicurato Adele ricordando l’infanzia vissuta in piazza San Giacomo dove abitavano i nonni. Lei lavora come interprete per un’organizzazione no profit, mentre Ingrid è una psicologa. Vivono a Bruxelles con i figli adottivi e due cani.
Già in passato Adele aveva chiarito: “Non sono una paladina della famiglia, voglio solo difendere la mia famiglia. Vincerò perché ho ragione”.