Coppie di fatto: un traguardo ancora lontano

coppiedifattoNegli ultimi trent’anni la famiglia da cartolina si è estinta, il desiderio di accasarsi non è più in cima alle preferenze degli italiani. Meno nozze e più coppie che decidono di non mettersi le fedi al dito. Anche i figli nati da coppie non sposate sono in crescita: 120mila negli ultimi anni, in media uno su cinque, ma solo da pochi mesi questa nuova generazione non è più di serie B, grazie all’Europa che ci ha richiamato più volte ad equipararli ai figli di sposati.
Il nostro Paese ha fatto ben sei riforme del diritto di famiglia eppure rimane ancora lontano dalla realtà: le coppie di fatto non vengono tutelate, i patti prematrimoniali sono vietati, i tempi dei divorzi sono ancora lunghissimi, anche 12 anni per ottenerlo.
Le coppie che scelgono le gioie e dolori della convivenza (tetto, figli, mutuo e vita) senza passare dal matrimonio hanno davanti a sé una corsa ad ostacoli.
La vita diventa un percorso ad ostacoli con restrizioni burocratiche, norme mai aggiornate, paletti al diritto personale di stare insieme senza diventare marito e moglie. Il legislatore è fermo al passato, dalla scelta dell’eredità alla possibilità di adottare, fino al semplice mantenimento la lista dei “non” è lunga. Zero contributi per l’affitto e anche la reversibilità della pensione in caso di solitudine diventa un sogno. Nella vita quotidiana lo Stato e la burocrazia discrimina e non riconosce lo stesso trattamento legale a chi non si sposa, pur condividendo gli stessi doveri.
Così mentre nel codice civile non sono mai entrate le parole “coppie di fatto” e si stabilisce che l’unico vincolo è quello della fede nuziale per regolare le unioni, nessuno si è accorto che la società si è radicalmente trasformata.
Solo piccole conquiste sono state ottenute, a colpi di sentenze dopo anni di battaglie giudiziarie.
Il convivente può andare in carcere ma non in ospedale a decidere di donazioni di organi o operazioni complicate. Nè tantomeno chiedere gli assegni familiari per i minori a carico.
Negli incidenti stradali è previsto il risarcimento e poi c’è possibilità di succedere in caso di morte nell’affitto della casa.
Siamo su un binario morto in confronto ad altri paesi europei come Inghilterra, Finlandia o Spagna dove esistono leggi organiche che disciplinano le unioni. Regolando anche le decisioni personali come la scelta di chi eredita i beni. In Italia al convivente non spetta nulla, in mancanza di un testamento specifico e non gode di alcun diritto ereditario.
Tante sono le storie e i casi di coppie che vivono senza nessun diritto e pochissimi sono i provvedimenti presi, restiamo in attesa che l’Italia cambi, senza bisogno di battaglie.