Confort food:coccolarsi mangiando

tavola-imbanditaConfort food,coccolarsi mangiando e quando farlo se non il weekend, dopo una settimana di lavoro, corse e stress, ci possiamo, fermare e dedicarci un piatto che ci gratifichi tanto..
Una volta c’era lo shopping, lo sport, il fai da te….oggi la tendenza cambia, abbiamo altri strumenti per cacciare la tristezza!
Non che il cibo abbia cancellato il resto dei piaceri confortanti della vita, ma la tendenza generale sembra essere quella di conoscersi meglio e, magari dopo lunga terapia assistita, riuscire a scoprire a cosa si deve quella sensazione di benessere al solo pensiero di quel preciso piatto.
Sì, perché è inutile che lo neghiate, la psicanalisi e il tema del comfort food sono legati col doppio nodo. Non è semplice regressione alla fase orale, c’è anche la magia dei ricordi dell’infanzia, dei traumi irrisolti da bambino, della nostalgia del passato.

Insomma, quella del comfort food sembrerebbe una scienza soggettiva, dove ognuno porta in dote il proprio bagaglio freudiano. Invece, cari mangiatori di Nutella post colloquio fallito (e siete tanti, lo so), ci sono dei comfort food che valgono per tutti. Soprattutto se si prendono in esame le regioni italiane d’appartenenza.

L’Italia è il paradiso del cibo,viaggio onirico di sapori,profumi e colori meravigliosi che ci riportano allo stadio primordiale di benessere.
Ecco una carrellata dei confort food :

Piemonte:il Fritto misto di carne e frutta, la pace dei sensi ti coglie quasi istantaneamente, a volte non si riesce nemmeno ad arrivare sul divano del salotto.
Valle D’Aosta:cotoletta, diffusasi oltre le aspettative ai 4 angoli del pianeta, per tutti noi costituisce un piatto “con sorpresa”.
Liguria:la focaccia di Recco, morbida come una nuvola, al palato lieve e intensa al tempo stesso. La focaccia di Recco, specialmente quando si sta in riva al mare, è quello che ci vuole per chi ha bisogno di leccarsi le ferite in solitudine, e anche le dita.
Lombardia:polenta, riporta istantaneamente gli iperattivi lombardi al loro atavico ricongiungimento con le radici.
Trentino:strudel, il baluardo di tutte le vacanze in montagna, meglio se in zona Val di Sole, e licenziosa ricompensa dopo-sci. Quello che ci vuole per far pace con noi stessi e con il resto dell’umanità.
Veneto:baccalà, cibo di conforto anche alla vista: bianco di nuvola e soffice che pare latte. Davanti a questo piatto ci trasformiamo da fieri combattenti in dolci agnellini.
Friuli:prosciutto San Daniele, un classico che rimette in pace col mondo e riesce a far dimenticare le brutture della vita quotidiana.
Emilia Romagna:la lasagna, Avete avuto una brutta giornata? Siete tristi e non avete voglia di vedere nessuno? Ecco, la lasagna è la vostra unica compagnia, per stasera potete mangiarla col cucchiaio, anche seduti sul divano. Come vi sentite ora?

Marche:olive ascolane,mentre gli americani(poverini!)sgranocchiano noccioline, noi abbiamo imparato a farci del bene con una serie infinita di sgranocchi da oliva all’ascolana.

Toscana:pappa al pomodoro,profumi mediterranei e coccole di bambino…

Umbria:le lenticchie,piccole,leggere e simpatiche come non volersi bene dopo un piatto di pasta e lenticchie.
Lazio:cacio e pepe,è un piatto che mette d’accordo tutti, laziali e romanisti,conforta sempre.
Abruzzo:spaghetti alla chitarra,le domeniche dalla nonna e l’amore nel vederli preparare.
Molise:cavatelli,fate di loro ciò che volete, mescolateli al ragù, ad un sugo di pesce, a due pomodori appena scottati. Il risultato sarà sempre lo stesso: il buonumore!
Campania:mozzarella, funziona da potente antidepressivo soprattutto se addentata dalle mani. Non sono necessari piatti e posate per sottolineare il suo potere terapeutico. Endorfine a forma di treccia.
Puglia:taralli, impasto casereccio credo ci sia una dose di antidepressivo bio coltivato senza l’uso di pesticidi.
Basilicata:peperoni cruschi, gioia e felicità. È questo che riescono a donare i peperoni cruschi. È come pescare il jolly dal mazzo, perché donano una condizione adrenalinica e di improvviso buonumore.
Calabria:pane si cerchiara, un valoroso condottiero calabrese dei giorni nostri sostiene, un po’ blasfemo, che il Signore sia sceso a Cerchiara per spiegare come si deve fare il pane. E io credo sempre ciecamente in quello che mi dice lui. La sentite, morso dopo morso, la benedizione dall’alto?
Sicilia:cannoli, il cuore di ricotta dei siciliani (e non solo) si scioglie davanti al cannolo, spazzando via con un solo morso il malumore del giorno. Col cannolo si dimenticano i dolori, non dimenticatelo.
Sardegna:seadas,il potere terapeutico del miele, che regala subito il sorriso unito al pecorino e alla pasta di semola,non serve aggiungere altro!
Allora non mi resta che augurarvi buon confort food a tutti!