Checco Zalone inizia le riprese del nuovo film

Milano, presentazione dello spettacolo "Resto umile world show"Checco Zalone, il comico pugliese, sta per iniziare a girare un nuovo film , di cui svela la trama in un’ intervista su repubblica.
Con la stessa squadra vincente, degli ultimi successi cinematografici: ´Cado dalle nubi´ del 2009, ´Che bella giornata´ del 2011 e naturalmente ´Sole a catinelle´, il produttore Pietro Valsecchi e il regista Gennaro Nunziante sta preparando il quarto film insieme, ancora senza titolo. Riprese a luglio, uscita fra dicembre e gennaio prossimi.
“Il tema è un uomo, che sono sempre io, Checco,-racconta il comico- l’ultimo fortunato che ha il posto pubblico fisso, inamovibile, finché arriva la riforma e viene messo in mobilità. Racconto l’odissea di quest’uomo che pur di non lasciare il suo posto fisso è disposto ad andare sino in Norvegia. Da un ufficio a tre metri da casa affronta un cambio radicale di vita che lo porterà in una cultura totalmente diversa da quella italiana, fatta di gente virtuosa, civile, efficiente, dove il welfare è molto forte. Però sono tutti depressi. E si uccidono. Perché? Lo scoprirete vedendo il film…”.
Se c´è un motivo preciso del successo di Zalone, lui però non lo sa spiegare: “Ce lo diranno i sociologi,” continua l’attore “probabilmente io e Gennaro lavoriamo bene nel cogliere degli aspetti della società contemporanea. Ma paradossalmente è più la gente comune che lo nota, il critico giustamente non dà valore a questa roba perché ha altri codici, valuta l´immagine, cosa che noi non sappiamo fare.”
Naturalmente non mancheranno le sue canzoni, e sta già iniziando a scriverne di nuove per il film: “Sì, le sto scrivendo. Per ora ho solo una canzone in inglese un po’ maccheronico e un’altra che vorrei fare come un pezzo di Adriano Celentano,-conclude Zalone- “la prima repubblica non si scorda mai”. È così che nasco, volevo fare il cantautore e scrivere cose d’amore, ma erano veramente brutte, allora per ovviare a questo durante le serate dicevo una idiozia al microfono e funzionava molto di più. Ma dentro di me volevo essere un De Gregori”.