Alimenti sani contro i disturbi

 

mangiare-sanoLe donne sono diverse dagli uomini anche per quanto riguarda la nutrizione. Il consumo di alcuni alimenti è di particolare beneficio per le donne, soprattutto se colpite da specifici disturbi, come mal di testa, dismenorrea (dolori mestruali) e depressione. Prediligono frutta e verdura, più fibre e meno grassi, mentre gli uomini sono inclini a consumare più carne. A consumi differenti corrisponde l’assunzione di sostanze nutritive diverse con un conseguente specifico impatto sulla salute.

l mal di testa (in gergo medico cefalea, di cui esistono vari tipi) è tra i disturbi più comuni del genere umano. Il 70-80% della popolazione lamenta almeno un attacco di cefalea all’anno; le donne ne soffrono con frequenza tripla rispetto agli uomini. Chi soffre di mal di testa ricorrente dovrebbe mangiare a intervalli regolari (il digiuno provoca un basso quantitativo di zucchero nel sangue, causa scatenante del dolore). Alcuni cibi possono determinare il mal di testa, in particolare quelli ricchi di amine vasoattive (formaggi stagionati, cioccolato, agrumi, pomodori, ecc.) e, a seconda delle persone, anche i legumi o gli additivi delle carni conservate. Sconsigliati anche banane, avocado, frutti di mare, fritti e bevande alcoliche.Chi soffre di cefalea dovrebbe consumare pesce azzurro, tonno, verdure fresche, peperoncino e condire con olio extra-vergine d’oliva. Sono di aiuto: le vitamine del gruppo B, in particolare B1 (soia, legumi, noci, carne di maiale); B2 (latte, fegato, uova, vegetali a foglie verdi) e B6 (cereali integrali, patate); il magnesio (legumi, mandorle, carote, rape, cipolle, melanzane, lattuga, fragole, ciliegie, uva); lo zinco (broccolo, sedano, spinaci, zucchine, peperoni rossi, latte e uova) e l’acido folico (prezzemolo, lattuga, spinaci , verdure a foglia verde, legumi e fegato).

La dismerronea, ossia le mestruazioni talmente forti da impedire la normale attività, è una sindrome dolorosa, che affligge dal 30 al 50% dell’universo femminile, ma può essere la spia di alcune malattie ginecologiche. Un’alimentazione a base di cibo sano e digeribile è un’ottima regola.
Può essere di aiuto consumare verdure a foglia verde e legumi (fagioli, lenticchie, piselli) e contenere il consumo di alimenti ricchi di grassi animali che influenzano la produzione delle prostaglandine nell’organismo e possono essere sostituiti dagli omega 3, presenti nel pesce azzurro, nel tonno, nell’olio di semi di lino. Non devono inoltre mai mancare le vitamine del gruppo B (in particolare B1 e B6), l’apporto di magnesio e di calcio da assumere con latte scremato e latticini magri. Per favorire l’assorbimento del calcio occorre la vitamina D (che è sintetizzata dall’organismo attraverso l’esposizione ai raggi solari).
Importante è l’apporto di ferro (avena, crusca, lenticchie) associato ad alimenti con vitamina C, indispensabile per l’assorbimento del ferro.

Infine, la depressione, a cui le donne sono più soggette, presenta caratteristiche di persistenza che possono influenzare il modo di pensare e agire. La dieta mediterranea, ricca di frutta e verdura e povera di grassi animali, si associa a un maggior benessere psico-fisico e a una migliore qualità della vita.  I cibi apportano sostanze fondamentali per il funzionamento del cervello; da preferire quelli ricchi di zuccheri (carboidrati), di vitamine del gruppo B (B1, B2, B6 e B12), di magnesio, zinco, potassio e ferro. Via libera alla pasta, ricca di carboidrati, cioè zuccheri: fonte di energia senza pari; pesce azzurro, spinaci, rape verdi, prezzemolo e legumi.