Al via la rivoluzione nei Musei Italiani

franceschiniEra ora! Chi di voi visitando i Musei internazionali e quelli più vicini nel resto d’Europa, non si è reso conto del divario di gestione e organizzazione rispetto a quelli del Bel Paese?! E poi proprio l’Italia con il patrimonio più importante e il maggior numero di Musei, restava la pecorella smarrita del mondo artistico e culturale?!

Il ministro Franceschini, annuncia che è operativo il decreto che rivoluziona l’assetto e l’organizzazione dei musei statali italiani. «L’Italia volta pagina», commenta fiero il ministro. Di fatto, dopo l’annuncio e le polemiche della scorsa estate, la riforma entra nel vivo. Nasce sistema museale nazionale.
casertaViene finalmente riconosciuto il “Museo”, fino ad oggi semplice ufficio della Soprintendenza, come istituto dotato di autonomia tecnico scientifica che svolge funzioni di tutela e valorizzazione delle raccolte assicurandone e promuovendone la pubblica fruizione. Vengono inoltre definiti i musei e i luoghi della cultura che, in sede di prima applicazione, consentiranno ai poli museali regionali di diventare subito operativi. I nuovi direttori dei musei elaboreranno inoltre i progetti di valorizzazione per consentire un’ immediata messa a gara dei servizi aggiuntivi in tutti i musei statali.
Per la prima volta tutti i musei avranno uno statuto, un bilancio e chiare forme di gestione. A questi si aggiungono i musei con autonomia speciale dotati di autonomia scientifica, finanziaria, contabile ed organizzativa.
Sono già venti i musei dotati di autonomia speciale, che si aggiungono alle due soprintendenze già autonome di Roma e Pompei, con le due new entry della Gallerie Nazionali delle Marche e dell’Umbria. Ma anche diversi accorpamenti fra gli istituti, a Roma, per esempio dove Palazzo Barberini e Palazzo Corsini diventano le Gallerie Nazionali d’arte antica di Roma, o a Firenze, dove alle Gallerie degli Uffizi viene assegnato un intero percorso di musei da Palazzo Pitti al Giardino di Boboli.

romaSi spera che questa riforma aggiunga maggior offerta di lavoro e l’auspicio che le nostre giovani menti emigrate all’estero, tornino in Italia per gestire il nostro patrimonio artistico e culturale.
Diverse saranno le competenze professionali richieste sulla base delle
5 distinte aree funzionali, ognuna assegnata a una o più unità di personale responsabile:
a) direzione;
b) cura e gestione delle collezioni, studio, didattica e ricerca;
c) marketing, fundraising, servizi e rapporti con il pubblico, pubbliche relazioni;
d) amministrazione, finanze e gestione delle risorse umane;
e) strutture, allestimenti e sicurezza.
Il direttore del museo è il custode e l’interprete dell’identità e della missione del museo, nel rispetto degli indirizzi del Ministero.